“Dolore e costernazione” sono i sentimenti espressi da don Gianni Cesena, direttore della Fondazione Missio della Conferenza Episcopale Italiana (Cei) per l’uccisione del vescovo Luigi Padovese, avvenuta oggi in Turchia, a Iskenderun. “Nella giornata in cui la liturgia ricorda il martirio di San Carlo Lwanga e dei suoi compagni, avvenuto in Uganda tra il 1885 e il 1886 – ha affermato don Cesena – questo ennesimo episodio di violenza, nei confronti di un missionario nostro connazionale, porta alla ribalta l’impegno della Chiesa nel mondo contemporaneo”. Secondo il direttore di Missio, si tratta di “Una testimonianza indirizzata indistintamente a credenti e non credenti; messaggio profetico del servizio a Cristo e dunque all’uomo”. A questo proposito, don Cesena, esprimendo il dolore e il cordoglio della Fondazione Missio ai familiari di monsignor Padovese, invita le comunità parrocchiali italiane, attraverso i centri missionari diocesani, alla preghiera e al digiuno, “perché il sacrificio del vescovo cappuccino, sull’esempio del Serafico Francesco, sia motivo di conversione e rinnovato impegno nel testimoniare i valori evangelici”. Nella consapevolezza che “i missionari, vividi esempi di cristianità in un tempo di crisi, non sono contro nessuno, secondo lo Spirito delle Beatitudini, Magna Charta dell’Evangelizzazione”.
Biografia
Nato a Milano il 31 marzo del 1947, monsignor Padovese fa la prima professione nei frati cappuccini il 4 ottobre del 1965 ed esattamente 3 anni dopo quella solenne. Il 16 giugno del 1973 viene ordinato sacerdote. Professore titolare della cattedra di Patristica alla Pontificia Università dell'Antonianum. Fino ad essere ordinato vescovo, monsignor Padovese era stato per 16 anni direttore dell'Istituto di Spiritualità nella medesima università. Professore invitato alla Pontificia Università Gregoriana e alla Pontificia Accademia Alfonsiana. Per 10 anni è stato visitatore del Collegio Orientale di Roma per la Congregazione delle Chiese Orientali. Consulente della Congregazione per le Cause dei Santi. L'11 ottobre 2004 viene nominato Vicario Apostolico dell'Anatolia e vescovo titolare di Monteverde. Viene consacrato a Iskenderun il 7 novembre dello stesso anno.
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